Internet è uno strumento efficace e rapido per chi voglia soddisfare il proprio bisogno di conoscenza.
Lo stesso strumento è, però, anche a disposizione di chi vuole utilizzare la Rete per svolgere attività illegali e realizzare comportamenti criminali.
Urge una profonda riflessione sulla smisurata potenza di questo mezzo.
Negli ultimi anni si sono estesi a macchia d'olio gli episodi in cui gruppi di giovani, dopo aver filmato le proprie cosiddette "ragazzate ",talvolta veri e propri crimini, ne hanno poi diffuso le immagini su Internet.
In tal modo, le immagini delle vittime, spesso in situazioni umilianti e non sempre consenzienti, vengono esposte al mondo e fatte circolare con rapidità incontrollabile.
L'associazione di stampo mafioso e il terrorismo internazionale sono stati i primi soggetti criminali a intuire le potenzialità di Internet, ma uno dei problemi più gravi relativi all 'uso della Rete è l'adescamento telematico, soprattutto la pedofilia e l'omicidio.
I siti dedicati ai pedofili sono numerosi e molto frequentati da soggetti che, incapaci di interagire con bambini reali, cercano un contatto virtuale per adescarli mentre navigano in Rete.
Nel 2000 le indagini congiunte della polizia italiana e quella russa hanno sgominato una banda di pedofili e assassini seriali di bambini. A capo del gruppo un uomo d'affari moscovita.
I contatti con i clienti avveniva su chat o per e-mail e, dopo aver scelto il materiale desiderato da un catalogo in Rete, i pedofili pagavano l'importo richiesto, soprattutto attraverso la Western Union.
A. De Florio ne "Il supermarket dell'orrore" scrive che fra i tanti orrori messi a disposizione in Rete, figuravano una bambina nuda impiccata, una ragazza impalata su un albero e un neonato squartato.
Il caso Liam Youens
Il caso di Liam Youens è il primo caso di omicidio totalmente pianificato e organizzato tramite Internet.
Per un intero decennio Youens studia il modo migliore di uccidere una ex compagna di liceo di cui aveva perso le tracce, "colpevole" di non aver corrisposto il suo amore morboso e ossessivo. Durante la lunga preparazione dell'omicidio, Youens versa una ingente quantità di denaro per pagare servizi di ricerca online che gli forniscono data di nascita della donna, codice fiscale, indirizzo, numero telefonico e varie informazioni su gusti e abitudini.
Il 15 Ottobre 1999, Liam Youens uccide la donna nello studio dentistico presso cui lavora, scaricandole addosso tutti i colpi della sua pistola.
Il caso James Edward Robinson
J.E. Robinson è il primo serial killer che ha catturato le sue vittime tramite Internet.
Robinson, costruendosi un'identità virtuale di uomo di affari, prometteva a donne in difficoltà lavoro e assistenza. Dopo aver instaurato un rapporto di fiducia con la potenziale vittima, Robinson iniziava a richiedere giochi sessuali "virtuali", finché non riteneva che fosse arrivato il momento adatto ad un incontro reale, durante il quale torturava e uccideva le sue vittime.
Il caso Armin Meiwes
Armin Meiwes, tecnico informatico, nel 2001 utilizza Internet per prendere contatto con la sua vittima tramite un annuncio in Rete. La vittima, un ragazzo, si reca a casa del suo assassino che lo uccide e mangia pezzi del suo corpo.
Da non dimenticare gli ultimi casi italiani di uomini maturi, ammalati di AIDS, che adescano donne e bambini, costringendoli a rapporti sessuali non protetti, per infettarli del virus HIV.
Internet, pur rimanendo un magnifico strumento da maneggiare con cura, non presenta soltanto un "dark side", un lato oscuro.
Per esempio, nella scuola ha assunto una grande importanza pedagogica per la facilità e rapidità che offre nella ricerca di notizie. Ma, anche qui, con problemi e rischi a cui gli insegnanti dovrebbero prestare attenzione: da una parte, il pericolo che i ragazzi vengano travolti da un eccessivo numero di dati, non sempre corretti e obiettivi, dall'altra, che Internet non favorisca il costituirsi di un senso critico.
L'immenso potere di questo mezzo può servire anche a finalità politiche.
Per esempio, nel 2007 ha avuto luogo in Birmania una ribellione pacifica, guidata da alcuni monaci buddisti, contro la dittatura militare al potere nel paese da decenni. Il regime, pur tentando di bloccare i principali nodi di rete Internet , per evitare la diffusione di informazioni sulle atrocità commesse dall'esercito nel tentativo reprimere la ribellione, non è riuscito ad ostacolare la circolazione delle informazioni in tutto il mondo.
Altro esempio è quello della Cina, dove la Rete rappresenta una delle maggiori espressioni del dissenso, malgrado il controllo del governo sulle comunicazioni via Internet.
Nel 2000 le indagini congiunte della polizia italiana e quella russa hanno sgominato una banda di pedofili e assassini seriali di bambini. A capo del gruppo un uomo d'affari moscovita.
I contatti con i clienti avveniva su chat o per e-mail e, dopo aver scelto il materiale desiderato da un catalogo in Rete, i pedofili pagavano l'importo richiesto, soprattutto attraverso la Western Union.
A. De Florio ne "Il supermarket dell'orrore" scrive che fra i tanti orrori messi a disposizione in Rete, figuravano una bambina nuda impiccata, una ragazza impalata su un albero e un neonato squartato.
Il caso Liam Youens
Il caso di Liam Youens è il primo caso di omicidio totalmente pianificato e organizzato tramite Internet.
Per un intero decennio Youens studia il modo migliore di uccidere una ex compagna di liceo di cui aveva perso le tracce, "colpevole" di non aver corrisposto il suo amore morboso e ossessivo. Durante la lunga preparazione dell'omicidio, Youens versa una ingente quantità di denaro per pagare servizi di ricerca online che gli forniscono data di nascita della donna, codice fiscale, indirizzo, numero telefonico e varie informazioni su gusti e abitudini.
Il 15 Ottobre 1999, Liam Youens uccide la donna nello studio dentistico presso cui lavora, scaricandole addosso tutti i colpi della sua pistola.
Il caso James Edward Robinson
J.E. Robinson è il primo serial killer che ha catturato le sue vittime tramite Internet.
Robinson, costruendosi un'identità virtuale di uomo di affari, prometteva a donne in difficoltà lavoro e assistenza. Dopo aver instaurato un rapporto di fiducia con la potenziale vittima, Robinson iniziava a richiedere giochi sessuali "virtuali", finché non riteneva che fosse arrivato il momento adatto ad un incontro reale, durante il quale torturava e uccideva le sue vittime.
Il caso Armin Meiwes
Armin Meiwes, tecnico informatico, nel 2001 utilizza Internet per prendere contatto con la sua vittima tramite un annuncio in Rete. La vittima, un ragazzo, si reca a casa del suo assassino che lo uccide e mangia pezzi del suo corpo.
Da non dimenticare gli ultimi casi italiani di uomini maturi, ammalati di AIDS, che adescano donne e bambini, costringendoli a rapporti sessuali non protetti, per infettarli del virus HIV.
Internet, pur rimanendo un magnifico strumento da maneggiare con cura, non presenta soltanto un "dark side", un lato oscuro.
Per esempio, nella scuola ha assunto una grande importanza pedagogica per la facilità e rapidità che offre nella ricerca di notizie. Ma, anche qui, con problemi e rischi a cui gli insegnanti dovrebbero prestare attenzione: da una parte, il pericolo che i ragazzi vengano travolti da un eccessivo numero di dati, non sempre corretti e obiettivi, dall'altra, che Internet non favorisca il costituirsi di un senso critico.
L'immenso potere di questo mezzo può servire anche a finalità politiche.
Per esempio, nel 2007 ha avuto luogo in Birmania una ribellione pacifica, guidata da alcuni monaci buddisti, contro la dittatura militare al potere nel paese da decenni. Il regime, pur tentando di bloccare i principali nodi di rete Internet , per evitare la diffusione di informazioni sulle atrocità commesse dall'esercito nel tentativo reprimere la ribellione, non è riuscito ad ostacolare la circolazione delle informazioni in tutto il mondo.
Altro esempio è quello della Cina, dove la Rete rappresenta una delle maggiori espressioni del dissenso, malgrado il controllo del governo sulle comunicazioni via Internet.
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